Recensione di “Alakim. Luce dalle Tenebre” di Anna Chillon

 

 

 

 

 

 

Alakim è un permanente divorato da una fame crudele. Reietto in cielo e braccato in terra da una schiera di guerrieri immortali, condivide il suo rifugio sotterraneo con due Nephilim, abili combattenti e fedeli compagni nella sorte.

Di giorno è costretto all’oscurità, mentre la notte si aggira per le vie di una Marsiglia trasgressiva, in cerca di un modo per assolvere al patto stretto con Lucifero. È proprio durante questa ricerca che un prete dalle eccezionali capacità sensitive gli suggerisce un antico testo custode di segreti proibiti, portandolo così a imbattersi in Nicole, una giovane libraia animalista.

La ragazza ingaggia una lotta impari per non venire travolta dall’indole tenebrosa di Alakim e dal suo spiccato gusto per la malvagità, ma l’ardore che scocca tra loro rapisce corpo e mente, lasciandola senza via di fuga, sopraffatta dall’impetuosità dell’immortale e dalla scoperta di una realtà troppo grande da accettare: una realtà per la quale occorre avere fede.

Così, in un susseguirsi di eventi inaspettati, mettendo a rischio la propria esistenza, i suoi amici e Nicole stessa, Alakim fa di tutto per dare a Lucifero ciò che gli spetta, lottando, tracciando la sua strada nel sangue e spingendosi oltre i limiti.

Perché avere una possibilità di scelta è l’unica cosa cui non è disposto a rinunciare, anche se quello da pagare è un inimmaginabile prezzo.

E’ un romanzo definibile appartenente ai generi urban fantasy e dark romance. Alakim è un serafino, fratello di Lucifero, con il quale è in affari, ma anche concorrente e antagonista. La condizione di angelo incarnato gli concede poteri straordinari come l’autoguarigione dalle ferite, il non sopportare la luce diurna, un’insaziabile fame di violenza, però è pure uomo affascinante e misterioso dietro ai suoi occhiali, motociclista, vestito da far perdere la testa alle donne che lo incontrano. Perennemente in bilico tra male e bene, tra la brama di sbranare vittime e la scelta di proteggere la donna prescelta, troverà un equilibrio? Farà una scelta?

Nicole è una ragazza piuttosto sola, che ha subìto un abbandono grave nell’infanzia, è poi stata adottata, ma ha pochi punti di riferimento, se non gli amici di un’organizzazione animalista: Martin e Denise, apparentemente fidati, ma che, in precedenza, hanno portato Nicole a una condanna di qualche mese in carcere, a causa di un’azione aggressiva dell’associazione.

Nicole non viene controllata solo dalla polizia, ma è ricercata anche come “Invocantes”, anche se in latino il singolare sarebbe “invocans”, colei che può chiamare potenze angeliche per portare a termine un compito, pagina dopo pagina la coprotagonista scoprirà le sue qualità.

L’autrice Anna Chillon scrive benissimo, mi piacerebbe vederla alla prova con altri generi. Tratteggia aspetto fisico e carattere di tutti i personaggi, anche le comparse, descrive con accuratezza i vari ambienti, dalla bottega dello zio libraio al convento delle suore, le strade di Marsiglia, i locali pubblici, passando per la canonica fino all’antro in cui vive Alakim con i compagni “mezzi uomini mezzi angeli”. Si rimane perennemente combattuti tra la violenza eccessiva e il male finalizzato al bene. I particolari della vita amorosa dei protagonisti sono ammalianti e crudi, sicuramente per un pubblico adulto. Talvolta la narrazione coinvolge e appassiona, in altri passaggi i dettagli sono così abbondanti, ad esempio le azioni dei combattimenti, che ci si annoia: le pagine sono tante e il lettore vorrebbe arrivare più velocemente a una conclusione, ammesso che ci sia. C’è in previsione un Alakim 2? Sì.

 

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