Recensione “DALL’ALTRA PARTE” di GIULIANA LEONE

 

 

 

 

 

Emma torna come ogni anno al solito campeggio estivo. Questa volta, però, c’è qualcosa di diverso: è l’estate dei suoi diciassette anni, l’ultima che vivrà da adolescente. Ci sono i bagni notturni al fiume, gli alberi da scalare, i rapporti complicati con i coetanei. C’è l’istruttore di nuoto, per il quale ha una cotta da troppo tempo. Ci sono le scene che ritrova come se non fosse mai andata via da lì e poi c’è altro. In quei tre mesi, che alla sua età sembrano davvero lunghi, scoprirà che diventare adulti non è una staffetta, ma un percorso a ostacoli in cui forse non serve correre, per arrivare dall’altra parte.

Quando un’estate segna la tua vita e quella dei tuoi compagni di vacanza.

È stato così facile bere questo romanzo, esatto, BERE: mi sono dissetata con questa storia così fresca, ma a tratti anche amara; ho accompagnato Emma , Fiona, Onofrio e tutti gli altri ragazzi nelle loro scorribande adolescenziali.

Quando dei ragazzi tecnologicamente dipendenti entrano in contatto con la natura, scoprono di non avere bisogno di uno smartphone per connettersi al mondo, perché il mondo è lì davanti a loro, gli amici non sono in chat ma dividono la stanza con te, trascorri il momento dei tuoi pasti con loro, e affronti con un sorriso quello che vivi tutti insieme, senza bisogno di  ” like”.

L’esperienza che questi ragazzi vivono anno dopo anno in campeggio li ha portati a creare dei rapporti profondi, che inevitabilmente l’adolescenza mette un po’ in crisi. Le amicizie si tingono di rosa e le marachelle diventano trasgressioni: tutto per sentirsi finalmente grandi, per attraversare quella porta che ti separa dalla vita adulta.

Che Emma sia innamorata del suo storico istruttore di nuoto e che voglia diventare donna con lui, o Onofrio che speri di far breccia nel cuore della sua amica, o Fiona, la cara compagna che sa leggerti come un libro aperto, desideri far cose proibite, sono tutte espressioni della stessa frenesia adolescenziale.

Una frenesia che porta emozioni forti ma anche confusione, come un’eterna altalena, giorno dopo giorno.

I personaggi sono tutti belli , ognuno nella propria individualità, è facile entrare in confidenza con loro, accompagnarli nella loro pazza ultima estate.

Emma è figlia di genitori separati e sente molto la mancanza di una famiglia normale, considera questi amici alla stregua di parenti surrogati;  Fiona è una ragazza esuberante, una buona amica che sa portarti però spesso fuori strada. Onofrio ama Emma da sempre ed è speranzoso che la loro ultima estate coroni il suo sogno.

Mi è piaciuto questo romanzo, si, tanto, ringrazio l’autrice per avermi riaperto uno spiraglio su una età ormai a me lontana, ma pur sempre cara.

 

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