Recensione “Come fiori tra le macerie” di Monica Maratta

 

 

 

 

trama

Correva l’anno 1922 quando, in un piccolo paese della Ciociaria, fiancheggiato dalle verdi acque del fiume Liri e incorniciato dai monti Aurunci, la piccola Filomena perde quanto di più caro ha al mondo: i genitori. Prima l’adorata madre le viene strappata dalla grande influenza, detta anche febbre spagnola, poi il padre decide di emigrare all’estero, in cerca di fortuna, senza più fare ritorno. Filomena sarà cresciuta dagli anziani nonni, vivendo l’imponente povertà di quei tempi, la fame e l’ancora diffuso analfabetismo. Diventata una ragazza, bella e ammirata, per sfuggire alla miseria è costretta a delle dolorose rinunce. Va a cercare lavoro nella Capitale e, seppur disillusa dagli uomini, è disposta ancora a credere nell’amore. Vittima di pregiudizi, decide di tornare al paese natio, dove si trova ad affrontare le conseguenze della seconda guerra mondiale. La sua terra natale, sfortunata nell’essersi trovata sulla linea Gustav, troverà la forza per rinascere dalle ceneri e dal sangue dei suoi caduti per merito dell’animo forte dei sopravvissuti.

recensione

Filomena, la protagonista di questo racconto, mi ricorda molto la mia bisnonna. Non l’ho mai conosciuta, ma sia mia madre che mia nonna mi hanno sempre parlato di lei e quindi in un certo senso è come se anche io l’avessi incontrata. Anche lei era come la nostra Filomena, una donna forte che si è data subito da fare rimboccandosi le maniche e che, nonostante i pregiudizi della gente, è sempre andata avanti a testa alta con fierezza e dignità.

Erano anni difficili quelli, Mussolini che prende il comando dell’Italia, lo Stato che sta cercando di raccogliere i cocci di una guerra appena passata e che si sta comunque preparando ad annientare di nuovo il proprio popolo, pensando solo al proprio tornaconto e non alla povera gente che non ha neanche il cibo da mettere in tavola la sera per sfamare i figli, alleandosi con Hitler per una nuova guerra.

In questo libro troviamo numerosi riferimenti storici dell’epoca, cosa che mi è piaciuta molto, così che anche il lettore si può rendere ben conto della situazione che si era venuta a creare nel nostro Paese in quegli anni.

Ci restano solo i libri per rivivere le atrocità passate, sono trascorsi ormai tanti anni e sono poche le persone ancora in vita per poterle raccontare ed è quindi bellissimo che ci siano ancora scrittori che vogliano tenerne vivo il ricordo.

Filomena, oltre a ricordarmi la mia bisnonna, è un personaggio ispirato alla nonna della scrittrice. Magari non tutte le cose che sono successe sono vere, però molte delle vicende narrate appartengono alla famiglia di Monica e soprattutto alla vita di sua nonna. È una biografia.

L’autrice deve essere assolutamente orgogliosa della nonna che ha avuto. Così forte e determinata da non far mai mancare nulla alla sua famiglia.

Questo è un romanzo pieno di amore, soprattutto quello di Peppino per Filomena, che supera ogni cosa, perfino la guerra e le voci di paese che alle volte possono essere più brutte e pesanti di tanti bombardamenti.

Questo è un romanzo pieno di sacrifici che sia Filomena che Peppino dovranno fare, sia per sé stessi che per le loro famiglie.

Questo è un romanzo pieno di dolore, soprattutto il dolore di Filomena che non ha mai avuto una vita facile, ma che non si è mai lasciata abbattere, che si è sempre rialza più forte di prima.

Questo è un romanzo pieno di sogni, di quelli che ti fanno svegliare la mattina e ti fanno andare avanti anche quando pensi che tutto sia perduto.

Se volete essere catapultati nel passato, quello vero, quello dei contadini e della gente umile del Centro Italia durante la guerra, allora dovete assolutamente leggerlo.

Non mancheranno i colpi di scena, ma è talmente scorrevole e bello che si legge in un attimo.

 

Recensione: virginia

 

Editing: mandy

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