Recensione “Cenere – La convergenza Vol.1” di Paola Velo

 

 

 

 

Phobos ricorda bene il giorno in cui l’uomo che amava è morto, bruciato vivo davanti ai suoi occhi. Settecento anni non sono riusciti a sbiadire il ricordo, né il dolore, a causa del quale è diventato uno stregone immortale. Affine alla magia nera e a tutto ciò che essa comporta, Phobos prospera nel caos, fino al giorno in cui un gruppo di soldati, votati a sterminare ogni creatura magica, si mette sulle sue tracce. Non sarebbero una vera minaccia per lui, eccetto che per due piccole, quasi insignificanti condizioni: quei fanatici sembrano immuni alla sua magia; l’assassino inviato per portare a termine l’opera assomiglia in modo straordinario all’amante che Phobos ha perduto tanti secoli prima.

Aidan ha giurato di sterminare ogni stregone, fino a quando non sarà certo che quello che ha ucciso il suo ragazzo non sia morto insieme a tutta la sua specie abbietta. E sa fare il suo lavoro come se lo facesse da secoli, non da pochi anni. Ma il suo attuale bersaglio, uno stregone oscuro, si comporta in modo assurdo, cercandolo e avvicinandosi a lui invece che scappare e nascondersi.

In una strana danza tra preda e cacciatore, in cui i ruoli si scambiano e si mischiano, Aidan e Phobos si ritroveranno uniti dal caos e da un fuoco che rinasce costantemente dalle proprie ceneri.

Un amore nato sette secoli prima può continuare se i due amanti si ritrovano? In che modo possono ricominciare? O dovrebbero continuare da dove erano rimasti? Queste e molte altre sono le domande che i due protagonisti si pongono, una volta che si ritrovano.

Phobos ed Aidan si erano amati in un tempo in cui l’amore tra due uomini era proibito e punito con la morte. I due vengono scoperti e mentre Phobos riesce a fuggire, Aidan viene ucciso, arso vivo.

Da quel momento entrambi diventano qualcun altro, pur rimanendo sempre loro stessi. L’immenso dolore di Phobos scatena la sua magia, mentre la morte di Aidan fa sì che questi rinasca.

Sette secoli dopo, i due si ritrovano. Mentre cercano di capire chi ha dato l’ordine ad Aidan di uccidere Phobos e perché, i due protagonisti si troveranno nella condizione di affrontare il loro passato e quindi parlare di un possibile futuro insieme. Entrambi hanno vissuto all’ombra di quel passato in comune, pensando che l’altro fosse morto e quando riescono a ritrovarsi, non è facile per nessuno riallacciare un rapporto pieno di sensi di colpa infondati.

Questo libro è scritto bene e non ha mai punti morti. Tiene testa ad un lettore vorace che vuole sapere cosa accadrà subito dopo. Lo scoprirete solo alla fine, tra gioie e dolori, tra fiamme viola e rosse, tra paure e speranze e soprattutto tra baci passionali ed intense sessioni di sesso.

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