RECENSIONE “BASTA UN GIORNO” di Mary Calmes

 

 

 

 

 

 

Quando si lavora per la mafia, può capitare di dover uccidere molte persone in tanti modi diversi. Ceaton Mercer ha stivato gli ultimi due cadaveri in un capanno degli attrezzi che appartiene a un adorabile ricercatore marino che abita in un’idilliaca comunità isolana, ma non è poi così cattivo. Con il tempo si è trovato una specie di casa e forse anche un posto nel cuore delle persone con cui lavora, o almeno quanto basta perché non gli piantino un proiettile in testa quando smette di essere utile per il boss. Ma non ha mai immaginato che un solo giorno potesse cambiargli la vita, ed è sul punto di scoprire quanto si sbaglia. Gli basta un giorno per incontrare l’uomo che sembra essere quello giusto, l’amore della sua vita. Sembra inconcepibile che un uomo che si occupa di morte possa trovare l’amore, ma è come se fosse destino. Gli basta un giorno, che si fa sempre più strano e in cui i problemi si accumulano, per costringere Ceaton a riflettere sulla sua cupa esistenza e ad accettare che in ventiquattro ore tutto può cambiare, perfino lui stesso. Il suo futuro potrebbe rivelarsi più luminoso di quanto si aspettasse, ma dovrà restare vivo abbastanza a lungo da scoprirlo.

Recensione che mi mette in difficoltà. Per certi versi è un buon libro per altri l’ho trovato superficiale e spesso privo di logica.

Cerco di spiegarmi. Mi è piaciuta la trama quando si parla di Ceaton, un ex marines che è stato cacciato dal corpo per aver disobbedito agli ordini del suo comandante salvando però molte vite. Un uomo tutto d’un pezzo, un uomo d’onore. Tant’è che viene presto reclutato dalla mafia serba entrando con facilità, forse troppa, nella “famiglia”. Metà del romanzo si svolge proprio nel clima mafioso, fra faide e omicidi nudi e crudi, poi il tono cambia quando il boss manda Ceaton a proteggere un giovane, figlio di un suo amico. E in un solo giorno tutto cambia. L’uomo tutto d’un pezzo di sgretola, mostrando il cuore che forse aveva da marines, quello puro e idealista ma anche romantico e pieno di fiducia. Bella l’interazione fra i due, Ceaton è il classico omone grande e muscoloso che incute timore mentre l’altro è piccolo e mingherlino ma non gli manca la parlantina. Devo dire che sono due personaggi ben costruiti e molto ben caratterizzati, ma qui iniziano le mie perplessità. Sono sotto assedio, ci sono uomini che vogliono uccidere prima il ragazzo e poi entrambi e loro non fanno che parlare e scherzare di sesso e sciocchezze. E’ vero che certi dialoghi, anche molto ironici, ci stanno in pieno con il personaggio, ma anche il più sprovveduto dei ragazzi se la farebbe sotto in certe circostanze. Inoltre l’ex marine, ora braccio armato della mafia, non si perderebbe in dialoghi di pagine e pagine, quasi al limite della realtà e della pragmaticità. I dialoghi sono troppi e troppo lunghi in tutta la narrazione, senza tuttavia far vivere i personaggi che parlano, senza colorarli con espressioni, sentimenti o anche solo movimenti, solo puri e crudi dialoghi, che non permettono al lettore di immaginare la scena ma solo di ascoltare passivamente chi parla.

In conclusione carino ma niente di esplosivo.

Recensione: 

Editing: 

 

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