Recensione “Amor eretico. In vita omnis finis novum principium est” di Cathlin B.

 

 

 

 

 

Anno Domini 1037.
Un giovane monaco in viaggio verso Roma. Un cavaliere sulla via per Vercelli, sua città natale. Il loro incontro sembra voluto dal destino, ma c’è qualcuno che li osserva ed è pronto per giudicarli. Sulle Alpi dell’XI secolo qualcosa sta nascendo, qualcosa di proibito. Quando essere scoperti vuol dire rischiare tutto, come può un amore eretico sopravvivere?

Pur non amando particolarmente il genere storico devo dire che ho apprezzato questa storia.

Ha sicuramente una buona ricostruzione storica e do merito all’autrice per essere riuscita a scrivere i dettagli storici in maniera interessante e mai noiosa. Siamo in un’epoca storica in cui l’omosessualità non era vista per niente di buon occhio. Protagonisti sono Dunstan e Vittore. Il primo è un giovane costretto dalla sua famiglia ad intraprendere una vita monacale dopo che i tanti pettegolezzi sulle sue inclinazioni sessuali sono diventati troppo insistenti. Il secondo è un mercante. Si incontrano durante un viaggio verso Roma: quella natura così abominevole li prende per mano e nessuno dei due riesce a sottrarsi alla sua stretta. Un sentimento che diventa forte, soprattutto per Vittore che farà di tutto per stare accanto a Dunstan.

Questo libro narra una bellissima e intensa storia d’amore. Non è una storia in cui predomina il sesso eppure è di una sensualità delicata ma intensa. La dolcezza di un amore che non poteva esistere ma che invece nasce e cresce a dispetto delle rigide regole morali.

Lettura assolutamente consigliata.

 

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