Recensione “Alpha Barman” di Sue Brown

 

 

 

 

 

Da due anni Jake Tyler ha lasciato le operazioni segrete: è un uomo devastato e spezzato, dopo aver scoperto la sorella brutalmente assassinata da suo marito, Riley. Da allora, ha trovato una specie di pace e gestisce un bar rurale. L’ultima cosa che Jake Tyler si aspetta è che la sua ex squadra appaia all’improvviso con brutte notizie. L’ex cognato di Jake è fuggito dalla prigione e si sta dirigendo verso di lui e la squadra è arrivata per proteggerlo, che gli piaccia o meno… una decisione condivisa, seppur con riluttanza, dall’ex amante di Jake, Mitch Mitchelson.

Mitch è arrabbiato e ferito. L’uomo di cui si fidava, che adorava più di ogni altra cosa, ha abbandonato sia lui che la squadra. Jake non ha mai dato a Mitch un’occasione per aiutarlo o per capire la sua decisione. Indipendentemente dai protocolli della missione, Mitch non ha intenzione di aprire nuovamente il suo cuore a quel dolore. Ma la forte attrazione tra i due non può essere ignorata. Come faranno a lavorare assieme se Mitch prova ancora del risentimento per la scomparsa di Jake, e se per Jake la squadra rappresenta tutto ciò che lo ha distrutto? E, nel contempo, attendono che Riley li trovi… e che la minaccia venga sistemata una volta per tutte.

Per questa recensione parto a rovescio e dico subito che questo libro mi ha davvero divertita.

Ma andiamo per ordine. Siamo in un paesino sperduto negli Stati Uniti; il prologo ci ha già svelato che Jake è un ex poliziotto, ora proprietario di un bar che ricorda un saloon, per l’atmosfera che vi si respira e le persone che lo frequentano. Il clima pacifico dura poco: la squadra speciale di cui Jake faceva parte si presenta al completo davanti al bancone del bar. E da qui in poi il romanzo diventa un vero e proprio poliziesco.

L’azione si svolge quasi interamente all’interno del bar e l’autrice è bravissima a farci sentire “ingabbiati”, esattamente come Jake che, sotto protezione, è costretto a nascondersi dentro al locale e a non uscire nemmeno per prendere una boccata d’aria. Ma nonostante la situazione pericolosa, i componenti della squadra sono anzitutto amici. Il carisma di ciascuno e, al tempo stesso, del gruppo intero è forte e coinvolgente, tanto che alcuni veterani, clienti affezionati di Jake, prenderanno parte all’operazione. Il cameratismo vivacizza i dialoghi, smorza la tensione, strappa sorrisi e a volte anche risate. Leggendo, spesso mi sono sentita quasi un’ “infiltrata” in un gruppo di uomini; gli scambi di battute, l’ironia pungente e un po’ sboccata sembrano davvero presi parola per parola da una compagnia di amici maschi. Allo stesso tempo, dietro i modi burberi e rozzi ,ognuno dei componenti ha cuore, sensibilità e nutre un affetto profondo verso quelli che sono non solo colleghi ma anche fratelli.

In mezzo a tutto questo ci sono Jake e Mitch, con la loro storia d’amore interrotta e il conseguente rancore e dolore che ne derivano. L’aspetto romantico però non toglie ritmo alla storia, anzi ne è parte integrante. Così ci troviamo a leggere con gusto una pagina dopo l’altra, alternando le scene d’azione a quelle d’amore e, disseminato qua e là, qualche colpo di scena (non troppo destabilizzante, diciamolo).
Ho apprezzato il finale che, per fortuna, non è troppo scontato. Mi è rimasto un dubbio irrisolto sull’ultimissima scena che conclude il libro… al punto da chiedermi se l’autrice abbia in mente un sequel. Staremo a vedere!

Consigliato a chi non si accontenta della “solita” storia d’amore e ha voglia di un romanzo vivace e con un po’ di suspense.

Sensualità: Recensione: Editing: 

Our Score

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