Intervista a Sonia Gimor

 

 

 

 

intervista

–      A CHE ETA’ TI SEI APPASSIONATO ALLA LETTURA?

Ho iniziato a leggere da piccolina. La lettura mi è sempre piaciuta, e fin da bambina ho sviluppato una predilezione per il genere rosa. Mi ricordo ancora la collana delle “ragazzine” della Mondadori. Mi piaceva un sacco!

–      QUANDO HAI COMINCIATO A SCRIVERE?

A ventidue anni. Era un pomeriggio piovoso e, non so bene perché, ma ho preso un quaderno e una penna e ho iniziato a scrivere.

–      COME E’ NATA LA DECISIONE DI INIZIARE A SCRIVERE?

È nata un po’ da sé. Poi è continuata perché ho passato quasi tre anni dentro e fuori dalla pediatria per un problema ai polmoni del mio bimbo, e nelle infinite ore chiusa in una stanza di ospedale, la scrittura è diventata terapeutica.

–      COME NASCONO LE STORIE DI CUI PARLI? A COSA TI ISPIRI?

A volte basta la frase di una canzone, o la scena di un film. Altre volte esperienze dirette che decido di voler imprimere sulla carta, come la storia che sto scrivendo.

–      MOLTI AUTORI SOSTENGONO CHE MENTRE IL RACCONTO PRENDE FORMA SONO I PERSONAGGI STESSI CHE TI PARLANO E TI INDICANO LA STRADA DA SEGUIRE… SENTI ANCHE TU LE VOCI NELLA TESTA?

Più o meno, in effetti! Io scrivo una trama dettagliata, capitolo per capitolo, ma quando effettivamente mi immergo nella stesura della storia, i personaggi agiscono in modo anche molto diverso da come mi sarei immaginata. A volte perfino andando contro la mia volontà. Li lascio fare, comunque. Se mentre scrivo le cose prendono una direzione inaspettata, ritengo sia giusto seguirla.

–      COME HAI CAPITO CHE IL TUO GENERE LETTERARIO ERA QUESTO?

Sono una romanticona, in realtà. Ho sempre prediletto le letture rosa, e nella scrittura le mie preferenze non hanno cambiato rotta.

–      QUANDO LEGGI UN LIBRO, NEL DARE IL TUO GIUDIZIO TI PONI COME SEMPLICE LETTORE O COME SCRITTORE?

Bella domanda. Cerco approcciarmi alle letture rilassata, con il solo scopo di passare delle ore piacevoli, ma ammetto che l’occhio cade su certi aspetti stilistici o di forma che ormai noto anche se non vorrei.

–      COSA PENSI A RIGUARDO DELL’ANNOSO DILEMMA C.E. VS SELF?

Penso che siano due facce della stessa medaglia. Ogni forma di pubblicazione ha i suoi pro e i suoi contro. L’importante credo sia sempre rispettare il proprio lavoro e non “svenderlo” al miglio offerente solo per poter dire di essere presenti in libreria.

–      COME VEDI IL TUO FUTURO DI SCRITTORE? RIMARRAI FEDELE AL TUO GENERE O HAI VOGLIA DI SPERIMENTARE CON QUALCOSA DI NUOVO?

Rimarrò sicuramente nel mio genere, ma mi piacerebbe cimentarmi in uno storico e, perché no, su un fantasy.

–      TRA I LIBRI CHE HAI SCRITTO, QUAL E’ QUELLO CHE HAI AMATO DI PIU’ E PERCHE’? CE NE PARLI?

Credo che il più importante per me sia la duologia di Luca e Giulia (la mia gara con te – La mia vita con te) perché ci ho lavorato per anni e tengo molto al percorso personale che la protagonista ha compiuto per liberarsi del suo passato. In questo sport-romance si parla di pattinaggio artistico, ma soprattutto di una rinascita e una rivincita. Di un riscatto da un passato di violenza che Giulia affronterà con l’aiuto di Luca, il suo allenatore.

–      CHI SONO I TUOI AUTORI PREFERITI? QUALI QUELLI CHE TI HANNO ISPIRATO MAGGIORMENTE?

La preferita in assoluto romane la SEP. La sua serie Chicago Stras è illuminante, secondo me. Poi ci sono moltissimi autori che stimo, italiani e non.

–      UN CONSIGLIO SPASSIONATO AD UN AUTORE EMERGENTE?

Piedi per terra, umiltà, impegno e costanza. Fino a che non si prova a scrivere un libro, non si può capire il duro lavoro che si nasconde in quelle duecentocinquanta pagine. Però consiglio anche di buttarsi, di seguire il proprio istinto e di godersi le belle emozioni che la scrittura regala.

–      CI RACCONTI QUALCOSA DI CURIOSO SU TE STESSO?

Di curioso posso dirvi che ho una relazione strettissima con la Nutella. Guai se manca in casa Gimor! E, a proposito del mio pseudonimo, vi svelo che “Gimor” non è il mio cognome, bensì nasce dall’unione del cognome mio e di mio marito (Girolamo – Moretto).

 

Grazie infinite per lo spazio che sempre mi dedicate e grazie alle lettrici che vorranno dedicare qualche minuto alla lettura di questa intervista!

 

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