Intervista a P. Aram

 

 

 

 

intervista

–      A CHE ETA’ TI SEI APPASSIONATO ALLA LETTURA?

–      Credo sin da quando mi è stato insegnato a leggere. Ovviamente i generi sono cambiati nel corso del tempo. Ricordo che alle elementari leggevo le storie sul libro di italiano, crescendo sono passata alla collana di “Piccoli brividi” di R. L. Stine. Poi ho iniziato a leggere i thriller e un giorno, per caso, passando dalla mia adorata libreria, ho notato i libri della Daugherty e la storia d’amore sullo sfondo mi ha intrigata, così mi sono dedicata alla lettura dei rosa, degli erotici e dei paranormal romance.

–      QUANDO HAI COMINCIATO A SCRIVERE?

–      Ho iniziato a scrivere un paio d’anni fa, ma non ho mai pubblicato il mio libro, temevo di non esserne all’altezza, o peggio di non esserne affatto in grado.  Mi sono ritrovata, ad un certo punto, su un gruppo di lettura e lì ho conosciuto delle ragazze che mi hanno consigliata e sostenuta, ed è stato gratificante.

–      COME E’ NATA LA DECISIONE DI INIZIARE A SCRIVERE?

–      Credo che la decisione di iniziare a scrivere l’abbia presa proprio leggendo. Innanzitutto, perché ancor prima di arrivare al termine di un libro mi si formavano in testa diversi scenari su come l’autrice avrebbe risolto il problema; a volte le sue idee erano migliori delle mie, altre no. In altri casi invece, m’innamoravo del personaggio maschile del libro, ma non di quello femminile e così ho deciso di scrivere un libro tutto mio, creando dei personaggi con delle caratteristiche caratteriali che mi piacevano.

–      COME NASCONO LE STORIE DI CUI PARLI? A COSA TI ISPIRI?

–      Le storie di cui parlo mi nascono dalla mente contorta che mi ritrovo, cerco di non replicare nessuna storia che abbia letto e così, quando mi metto a letto, la sera, inizio a pensare ai miei personaggi e a che storia creare. Alcuni dettagli sono ispirati alle persone che mi circondano, me compresa.

–      MOLTI AUTORI SOSTENGONO CHE MENTRE IL RACCONTO PRENDE FORMA SONO I PERSONAGGI STESSI CHE TI PARLANO E TI INDICANO LA STRADA DA SEGUIRE… SENTI ANCHE TU LE VOCI NELLA TESTA?

–      Non sento nessuna voce nella testa, grazie al cielo, già non sono del tutto sana di mente, se ci mettiamo le voci sarei fregata. Quindi, no, i miei personaggi non mi parlano, ma quando chiudo gli occhi o quando scrivo li vedo mentre compiono i gesti che io descrivo.

–      COME HAI CAPITO CHE IL TUO GENERE LETTERARIO ERA QUESTO?

–      Sono un’inguaribile romantica, l’amore ci circonda tutti e non è difficile descrivere dei sentimenti che proviamo quotidianamente o vivere dei momenti che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Chi non ha sofferto per amore? Chi non si sente esplodere il cuore per amore?

–      QUANDO LEGGI UN LIBRO, NEL DARE IL TUO GIUDIZIO TI PONI COME SEMPLICE LETTORE O COME SCRITTORE?

–      Assolutamente lettore, giudicare un’opera altrui mi preoccupa, mi chiedo “chi sono io per farlo?”, e quando un libro mi piace molto leggo altre opere dello stesso autore, viceversa se un libro di quell’autore non mi è piaciuto, non gli do nessun’altra speranza.

–      COSA PENSI A RIGUARDO DELL’ANNOSO DILEMMA C.E. VS SELF?

–      Non saprei sinceramente, io pubblico come self, non nego che mi piacerebbe conoscere il mondo delle C.E., ma temo che stravolgano il mio libro. In ogni caso pubblicare come self mi piace, anche se non hai la “popolarità” di un autore editato.

–      COME VEDI IL TUO FUTURO DI SCRITTORE? RIMARRAI FEDELE AL TUO GENERE O HAI VOGLIA DI SPERIMENTARE CON QUALCOSA DI NUOVO?

–      Il mio futuro di scrittrice lo vedo pieno zeppo di libri, il mio cervello lavora velocemente, vuole creare troppe cose nuove, se avessi più tempo sarebbe meglio! Il mio genere mi piace e molto, anche se non nascondo che desidero scrivere un paranormal romance, e lo farò sicuramente.

–      TRA I LIBRI CHE HAI SCRITTO, QUAL E’ QUELLO CHE HAI AMATO DI PIU’ E PERCHE’? CE NE PARLI?

–      Il primo, anche se tutti mi dicono che il secondo è migliore, ma solo perché non hanno letto il terzo. SEI TU LA MIA ALBA è la storia di Sophia e Tarek, lei una giovane donna ferita dal suo ex, decide di seguire le sue aspirazioni e quindi di andare a Roma per lavorare come pasticciera. Lui un uomo con un passato e un presente bui, crede di non avere speranze nella vita, nonostante abbia tutto quello che desidera, fidanzata compresa, peccato che lei sia solo un contratto, non la donna che ama. E quando Tarek assumerà Sophia nel suo hotel, sarà inevitabile non invaghirsi e desiderare l’altro, e cominceranno una serie di eventi mooooolto particolari e inaspettati.

–      CHI SONO I TUOI AUTORI PREFERITI? QUALI QUELLI CHE TI HANNO ISPIRATO MAGGIORMENTE?

–      Ispirata? In realtà nel mio caso mi hanno stimolata a scrivere affinché chi leggesse il mio libro si sentisse come mi sento io quando leggo un loro libro. Allora… amo la Malpas, la Scott, la Armentrout, la Crownover, la Tucker, la Douglas, la Murphy, e tanti altri, la lista sarebbe infinita.

–      UN CONSIGLIO SPASSIONATO AD UN AUTORE EMERGENTE?

–      Circondati di chi ti ama, di chi ti stimola e vuole il meglio per te, sempre.

–      CI RACCONTI QUALCOSA DI CURIOSO SU TE STESSO?

–      Curioso? Mmm… allora vi racconto una cosa che voi riterrete anormale, ma per me, ovviamente, non lo è. Quando avevo dieci anni ho perso mia nonna materna e lei era molto di più di questo, io dicevo sempre che amavo più lei che mia madre e quando è venuta a mancare, mi sono sentita morire. Qualche anno prima mi aveva regalato una bambola di pezza, che io ho chiamato Angela, da allora sono passati diciannove anni e Angela viene con me in vacanza e mi fa compagnia la notte. Io stringo lei, non mio marito, ahahahahah, ma soprattutto guai a chi me la tocca.

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