Doppia recensione “Cinquanta sfumature di nero – il film”

 

 

 

 

trama

Anastasia, lasciatasi alle spalle Christian, lavora per una casa editrice alle dipendenze di Jack Hyde. Christian tenta più volte di riavvicinarla senza successo, finché durante un incontro in un caffè le propone di “rivedere i termini” del loro contratto: Ana acconsente a patto che vengano eliminate le “punizioni”. I due riprendono quindi il loro rapporto, ancora più passionale e morboso. Jack, furioso delle continue mancate partecipazioni di Ana a viaggi di lavoro, tenta di sedurla con violenza, venendo fermato dagli uomini di Christian che intanto ha acquisito la casa editrice.

Ana e Christian progettano di convivere ma il passato da dominatore di lui riemerge quando Ana si rende conto di essere vittima di stalking da parte di Leila Williams, precedente sottomessa del miliardario. Il giorno del trasloco Ana viene aggredita da Leila armata di pistola, la quale viene però fermata da Christian e rinchiusa in un centro di riabilitazione. Ana si rende conto che per quanto possa amare Christian, la sua personalità da dominatore sia comunque parte di lui, ma l’uomo le chiede di sposarlo. Alla festa per celebrare la notizia del matrimonio si presenta la signora Robinson, che esprime il suo disappunto verso le nozze; Christian la fa allontanare dicendole che Ana gli ha insegnato ad amare. Intanto Jack continua a covare del rancore verso Christian.

 

recensionecinquanta 1

Eccoci qui, dopo un anno, alle prese con un mondo più oscuro. Del film tratto dal secondo volume della trilogia erotica di E.L. James, “50 Sfumature di Nero”, negli ultimi mesi si è detto di tutto e di più. Prima il milioncino di dollari che pare Jamie Dornan (che interpreta il miliardario ventisettenne Christian Grey, bello bello bello in modo assurdo e con una camera rossa del piacere che non è piena di gattini ma di frustini) avrebbe chiesto per mostrare il suo lato A, poi la possibile controfigura per il suo lato B, poi ancora la relazione vera o presunta tra lui (che ricordiamolo, tiene moglie e prole) e Dakota Johnson (figlia di Don Johnson e Melanie Griffith, che interpreta la fortunella Anastasia Steele, da un negozio di ferramenta all’attico con vista su mezza Seattle), questa forse voluta più che altro dai fan accaniti della coppia, la ship dei Damie, per ora non ci è dato sapere…

cinquanta 2

Poi finalmente, dopo parecchie immagini scattate sui vari set e dintorni, sono arrivati i trailer. Prima in lingua originale, poi doppiati. Fermiamoci un attimo e ammettiamolo, Jamie Dornan (che personalmente mi fa parecchio sangue, meglio evidenziarlo subito) ha una voce fatta per gemere e ansimare, il suo doppiatore, ahimè, no. Sensazione avuta subito dopo aver visto i trailer in italiano e decisamente confermata quando infine, pochi giorni fa, ho preso coraggio, affrontato la mia innata avversione per la folla urlante e, con biglietto alla mano, mi sono infilata nel multisala della mia zona. Ok, andiamo con ordine. Premetto che il film mi è piaciuto, ma mentre alcune cose le ho trovate perfette, per altre ho storto il naso. Bene… pronti, partenza, via!
Dal momento in cui ci hanno dato l’accesso in sala sono passati venticinque minuti (VENTI-CINQUE!!!) di pubblicità prima dell’inizio del film, momento in cui avevo già bevuto mezzo bicchierone della mia soda super gigante, quasi tristemente finito i pop-corn formato famiglia, e cominciavo a innervosirmi. Per non parlare del fatto che tutte quelle bollicine mi avrebbero presto creato un intenso gonfiore della vescica. Pregavo di arrivare almeno all’intervallo (nota personale: preghiera ascoltata ed esaudita).

(ATTENZIONE! DA QUESTO MOMENTO LA RECENSIONE POTREBBE CONTENERE SPOILER!)

Il film comincia con un Christian bambino alle prese con uno degli amanti della madre naturale, prostituta tossica, morta quando lui aveva appena quattro anni. Quel breve periodo, che ha disegnato l’ingresso nel mondo di Christian, l’ha poi segnato per sempre e l’ha in parte reso il sadico che è oggi. Cambio di scena, torniamo al presente e troviamo un’Anastasia intenta a continuare la sua vita e con un nuovo lavoro presso una casa editrice. L’inizio di “50 Sfumature di Nero” si ricollega a ciò che era successo alla fine di “50 Sfumature di Grigio”: Ana e Christian si sono lasciati per l’incapacità di lei di entrare appieno nel mondo fatto di perversione di lui. Ricordo bene il libro, dove Christian andava a riprendersi Anastasia promettendole di trovare dei compromessi per riuscire a stare insieme nonostante lei non fosse disposta a sottomettersi completamente a lui. Nel film il cambiamento di Christian a me è parso fin da subito troppo radicale. Niente regole, niente punizioni, solo sesso alla vaniglia, cuori e fiori. Non mi dispiace, ma non rispecchia in pieno il personaggio.
Così, con una cena ricca di languidi sorrisi e metri di lingua per dessert, ricomincia la storia tra Ana e Christian. Ripetetelo con me: CHRISTIAN. Non Chris, per la miseria, no, no, no! Invece per tutto il film, lo sculacciatore folle Grey è diventato il sorridente Chris. E va bene che Dornan è Dornan, perché altrimenti sto Chris buttato lì ogni due per tre (manco fosse in offerta) mi avrebbe fatto alzare i peli dietro il collo. Ecco, parliamo un attimo di pelo… Mentre finalmente Anastasia è dotata di ceretta perfetta (via anche quella intensa peluria sulla coscia che in controluce era stata fin troppo notata nel primo film), in un momento in cui il bel Jamie, nei panni di Grey, gironzola per la stanza di Anastasia così come mamma l’ha fatto (bene, senza dubbio alcuno), oltre a darci una visione dettagliata del suo sederino da Oscar (faccio una petizione all’Academy, va inserito un nuovo premio speciale…), mentre si, ehm, appoggia al letto, ci viene fornita anche una minima visione dell’alto della foresta che avvolge il suo reale augello. Un’accorciatina al prato? Una sfoltita leggera all’aiuola? Era finita la ceretta? Vabbè…

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Nota per me davvero dolente della trasposizione cinematografica: Kim Basinger nel ruolo di Elena. Adoro la Basinger, ma qui andava fatta una scelta diversa. Mentre leggevo la trilogia della James ho sempre immaginato Elena Lincoln, Mrs. Robinson, colei che ha introdotto Christian Grey prima alla sottomissione, poi alla dominazione, come un’elegante signora tra i quaranta e i cinquanta, impeccabile e con un’innata perfezione nella cura di se stessa. Kim Basinger di anni oggi ne ha 63, è parecchio rifatta, e dell’Elena che avevo in mente non mi ha mostrato praticamente nulla (anche per colpa della sceneggiatura, comprensibile, non si può inserire tutto tutto in due ore di film, ma lo stalkeraggio di Elena nei confronti di Ana mi è mancato). Peccato.
Altra new entry molto rilevante ai fini della storia, la ex sottomessa di Christian, Leila Williams. Alcune cose inerenti le sue scene sono state modificate rispetto al libro, altre tagliate, ma nel complesso direi che il personaggio è stato abbastanza delineato. La scena in cui minaccia Anastasia e poco dopo arriva Christian che riesce a “farla ragionare” usando il suo “potere” da dominatore, a me è piaciuta. Ha reso bene l’idea di come lei sia stata e resti una sottomessa, è bastata una parola (“giù”) per farla cadere in ginocchio, testa bassa, sguardo al pavimento.

cinquanta 4

Infine il capo redattore della casa editrice per cui lavora Anastasia, Jack Hyde, interpretato dall’attore canadese Eric Johnson, è forse un po’ troppo gnocco e fisicamente poco viscido. Cerca di approfittarsi di Anastasia, ma lei riesce a fuggire e Christian fa in modo che Jack venga licenziato. Pensate di esservi liberati di lui? C’è ancora molto da scoprire, ad esempio sull’incidente con Charlie Tango… Ah, Charlie Tango, il mio elicottero preferito… Semi distrutto in un volo da Portland a Seattle in cui Christian rischia la buccia, ma ovviamente ne esce senza un graffio. Come dice nel film Elliot, il fratello di Christian, interpretato da Luke Grimes e da me soprannominato “mastica una gomma quando hai tempo”: “insomma, ha un aspetto di merda, ma è tutto intero”. Lo ammetto, questa era stata la parte del libro che più mi aveva commossa, e un minimo di occhio lucido mi è venuto anche al cinema, ma si sono asciugati istantaneamente quando, una volta appurato che Christian era sano e salvo, è arrivata la scena dei saluti alla famiglia riunita a casa di Christian in attesa di notizie, e mi sono ritrovata l’intero cast principale messo in fila dentro l’ascensore gigante tipo “confronto poliziesco”. Niente, sono scoppiata a ridere beccandomi anche qualche occhiataccia dai vicini di poltrona… Molto tenera la citazione omaggio a “mamma Melanie” (Griffith) quando Anastasia, preso il posto di Hyde nella casa editrice (ovviamente succede a tutte le assistenti con zero esperienza di essere promosse seduta stante dopo tipo due settimane di lavoro, che domande), dice a quella che è diventata ora la sua assistente: “non mi aspetto che tu mi porti il caffè a meno che non vada a prenderlo anche per te, e il resto delle cose… lo vedremo strada facendo”. Vi ricorda nulla? “Una donna in carriera” del 1988, interpretato proprio da una bellissima Melanie Griffith a fianco di “Ian-Solo-Indiana-Jones-Rick-Deckard” al secolo conosciuto come Harrison Ford.

cinquanta 5

Parliamo anche un po’ di sesso? Insomma, sì dai, si tratta di un libro erotico, quindi anche le scene hot hanno avuto la loro parte. Le ho trovate giuste e la chimica tra i due protagonisti è innegabile. Forse qualcuno avrebbe desiderato vedere un po’ più di carne (non che sia poca) e molto più BDSM, ma per quello vi ricordo che, volendo, esiste youporn 😉
Alla fine è un tripudio di cuori e fiori, sì, è vero, ma nel complesso, visto il romanzo da cui il film è tratto, non l’ho trovato per niente male. Persino Dakota mi è sembrata più credibile, che esista davvero qualcosa tra lei e il bel Jamie? Oppure Anastasia finalmente si è impossessata di lei? Al “Rosso” l’ardua sentenza, toccherà aspettare un altro intero anno… infatti, le prime anticipazioni parlano di febbraio 2018 per la trasposizione cinematografica di “50 Shades Red”, le cui riprese sono state comunque già effettuate la scorsa estate. Cast confermato in toto. Ci rivediamo insieme a “puntino” (che non attendo con altrettanta ansia).

Sensualità: cuori4

Recensione: FirmaShi

Editing: Ele

 

recensione

In tutta onestà? Non so da dove cominciare.

Parto dal fatto che era un anno che non ridevo più così tanto, precisamente dall’uscita di “Cinquanta sfumature di grigio”. Sono ritornata al cinema a vedere questo, consapevole del fatto che in quanto a risate sarebbe stato una garanzia.

Voi direte, se non ti piace cosa ci sei andata a fare? E io vi rispondo, il problema è che ho amato la trilogia scritta e volevo vedere fino a che punto il trasporto dal libro al cinema potesse rovinare quella bella creatura che è stata il libro. Diciamo che se l’intento era rovinarlo ci sono riusciti alla grande. Al regista andrebbe l’oscar solo per questo.

Dopo un anno pensavo che gli attori avessero minimamente maturato il loro lato artistico, e invece l’unica cosa ad essere migliorata è il fisico di Jamie Dornan e un lato B da giramento di testa, ma per il resto, buio totale.  A concludere lo spettacolino in maniera perfetta è stata l’entrata in scena di una Kim Basinger versione silicone, con una doppiatrice degna dei peggiori insulti sulla faccia terra. Non so voi, ma i doppiatori usati per tutti i protagonisti del film io non li farei parlare nemmeno al telefono, irritanti, inespressivi e indegni anche a doppiare la recita dell’asilo di mia figlia!

Ora, passiamo alle scene che più mi hanno colpito durante tutto il film.

1)      Il divaricatore… Vorrei sapere se con un solo colpo il nostro Chris (ma hanno letto il libro? Quando mai viene chiamato Chris… soprassediamo che altrimenti insulto lo sceneggiatore) sia riuscito a spezzare tibia, rotula, menischi e legamenti crociati di Ana. Secondo me ha vinto il Guinnes dei primati a nostra insaputa per il maggior numero di lesioni multiple in una sola mossa.

2)      L’inginocchiamento… Mia sorella che cade dall’ultimo scalino dell’autobus perché non si era accorta che ci fosse è stata mille volte più scenica. Caduta di stile in tutti i sensi. Voglio sperare che l’attore abbia avuto le ginocchiere sotto ai pantaloni, perché altrimenti ci riagganciamo al punto uno, facendo vincere così il Guinnes dei primati non solo al Sig. Grey, ma a tutta la produzione.

3)      Il mago Oronzo… Vi spiego, avete presente la scena in cui Christian entra nell’appartamento di Ana trovandoci Leila? Bene, come ha alzato le mani per farla accucciare mi sono vista davanti la scena del mago Oronzo mentre ripeteva: “Con la sola imposizione delle mani…”. Allego immagine fotografica per chi non sapesse di chi sto parlando, ma vi giuro che mentre Jamie alzava le mani, io mi sono vista davanti Raul Cremona.oronzo

Visto che l’ho menzionata, passiamo a Leila. Obbedienza, questo è l’elemento fondamentale del rapporto Dom/Sub, ma potevano evitare di farla sembrare un cane. Mancavano gli esercizi “zampa destra” e “zampa sinistra” e l’addestramento del cucciolo sarebbe stato perfetto. Ad un certo punto mi sono anche aspettata la frase “Ti ho lasciato le crocchette nella ciotola, non abbaiare che torno presto”. 

In definitiva, l’unica scena per cui tornerei a vedere il film è la manata a cinque dita che si becca la Basinger a circa metà film. Interpretazione perfetta! Sicuramente da oscar!

Mi aspettavo tanto da questo film, perché sinceramente il nero è stato il libro più bello dei tre, e invece, delusione totale.

Il costo del biglietto è valso solo perché avevo bisogno di ridere di cuore.

Andrò a vedere il prossimo? Certamente, come si dice… Al peggio non c’è mai fine!

Sensualità: cuori4

Recensione: FirmaIceAngel2

Editing: Ele

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